Armi, acciaio e malattie: 4 lezioni di Jared Diamond sul destino delle civiltà

Jared Diamond ha spiegato perché alcune civiltà hanno conquistato le altre senza tirare in ballo il talento o la razza. La stessa logica vale per una singola vita: il terreno su cui giochi pesa più di quanto sei disposto ad ammettere.

Armi, acciaio e malattie è il saggio con cui Jared Diamond spiega perché alcune società hanno conquistato le altre. La sua risposta esclude qualsiasi superiorità biologica: decisivi furono la disponibilità di piante e animali addomesticabili, l’orientamento dei continenti e le epidemie nate dalla convivenza con il bestiame.

Indice del saggio
  1. Di cosa parla Armi, acciaio e malattie?
  2. Cosa dimostra l'esperimento naturale della Polinesia?
  3. Perché l'agricoltura nacque solo in alcune regioni?
  4. Perché la forma dei continenti ha deciso la velocità della storia?
  5. Perché le malattie furono l'arma più letale?
  6. Perché la scrittura e la tecnologia moltiplicarono il vantaggio?
  7. Perché la Mezzaluna Fertile perse il suo vantaggio?
  8. Perché proprio l'Europa e non la Cina?
  9. Quali sono i limiti di Armi, acciaio e malattie?
  10. Cosa insegna Armi, acciaio e malattie alla tua vita?
  11. Domande frequenti su Armi, acciaio e malattie
  12. Le quattro domande sul tuo terreno
  13. Saggi consigliati
  14. Libri consigliati
  15. Fonti

Nel luglio del 1972, su una spiaggia della Nuova Guinea, un politico locale di nome Yali fece una domanda al giovane biologo americano che studiava gli uccelli dell’isola. Perché voi bianchi avete prodotto così tanti beni, li avete portati qui, e noi abbiamo così pochi beni nostri? Era una domanda semplice e terribile insieme, perché dietro la parola “beni” c’era tutta la storia del mondo: chi aveva colonizzato chi, chi aveva le armi d’acciaio e chi le lance di pietra, chi era arrivato con le navi e chi le aveva viste comparire all’orizzonte.

Quel biologo era Jared Diamond, e ci mise venticinque anni a trovare una risposta che lo soddisfacesse. Nel 1997 la pubblicò in Armi, acciaio e malattie, che l’anno successivo vinse il premio Pulitzer e che è diventato uno dei libri di storia più letti degli ultimi decenni. Per secoli la risposta più comoda alla domanda di Yali era stata anche la più velenosa: una presunta superiorità di razza o di cultura. Diamond la smonta pezzo per pezzo e sposta lo sguardo dalle persone al terreno.

In questo saggio ti porto dentro il ragionamento del libro, dalla cattura di un imperatore inca alla forma dei continenti, e alla fine lo trasformo in quattro lezioni che valgono anche per una singola vita. Prima, però, devi vedere la scena che Diamond usa come punto di partenza: centosessantotto uomini contro un esercito.

Di cosa parla Armi, acciaio e malattie?

Armi, acciaio e malattie spiega perché, negli ultimi tredicimila anni, le società eurasiatiche hanno conquistato quelle degli altri continenti. Diamond distingue le cause immediate, come armi d’acciaio, cavalli, epidemie e scrittura, dalle cause profonde, cioè le differenze geografiche e ambientali tra i continenti, che hanno deciso dove nascessero agricoltura e società complesse.

Il libro lavora su due livelli. Le cause immediate sono quelle che vediamo nei libri di storia: armi da fuoco, spade d’acciaio, cavalli, navi oceaniche, epidemie, scrittura, stati centralizzati. Le cause profonde sono quelle che spiegano perché quelle armi, quei cavalli e quelle epidemie si trovassero da una parte del mondo e non dall’altra. È lì che Diamond concentra il suo lavoro, ed è lì che il libro diventa interessante.

Cosa successe a Cajamarca nel 1532?

Il 16 novembre 1532, nella città andina di Cajamarca, il conquistatore spagnolo Francisco Pizarro si trovò davanti all’imperatore inca Atahualpa, sovrano dello stato più grande e avanzato delle Americhe. Pizarro aveva 168 uomini, lontanissimi da qualsiasi rinforzo. Atahualpa era circondato da un esercito che le cronache stimano in circa ottantamila soldati. Nel giro di poche ore gli spagnoli catturarono l’imperatore e massacrarono migliaia di uomini del suo seguito, senza perdere un solo soldato.

Incisione di Theodor de Bry con soldati spagnoli che attaccano gli inca
Spagnoli e inca nell’incisione di Theodor de Bry (fine Cinquecento). A Cajamarca Pizarro aveva 168 uomini contro un esercito di migliaia. Fonte: Wikimedia Commons

Diamond usa questa scena come un microscopio. Perché fu Pizarro a catturare Atahualpa, e non Atahualpa a sbarcare in Spagna per catturare Carlo V? Le ragioni immediate sono note: acciaio contro bronzo e legno, cavalli contro fanteria, armi da fuoco, la scrittura che aveva permesso agli spagnoli di conoscere le conquiste precedenti e che agli inca mancava. E un fattore invisibile che aveva lavorato prima ancora dell’arrivo di Pizarro: il vaiolo.

Le cause della conquista in breve. Diamond distingue cause immediate, come acciaio, cavalli, armi da fuoco, scrittura ed epidemie, e cause profonde, cioè la geografia dei continenti. Le prime spiegano come avvenne la conquista; le seconde spiegano perché quelle armi e quelle malattie fossero dalla parte eurasiatica.

Cosa dimostra l’esperimento naturale della Polinesia?

La Polinesia dimostra che lo stesso popolo, distribuito in ambienti diversi, sviluppa società diversissime. Maori e Moriori discendevano dagli stessi antenati polinesiani, ma i Maori, su terre adatte all’agricoltura, divennero numerosi e bellicosi, mentre i Moriori, su isole fredde, restarono pochi cacciatori-raccoglitori. Nel 1835 l’incontro fu un massacro.

Diamond ha un problema di metodo: la storia non si può ripetere in laboratorio. Per aggirarlo cerca quelli che chiama esperimenti naturali, situazioni in cui la storia ha già fatto l’esperimento al posto nostro. Il più chiaro è la Polinesia, dove popolazioni con un’origine comune colonizzarono nel giro di pochi secoli isole con climi, suoli e dimensioni diversissimi.

Cosa accadde alle isole Chatham nel 1835?

Le isole Chatham, a circa ottocento chilometri a est della Nuova Zelanda, erano abitate dai Moriori, discendenti di agricoltori polinesiani che, trovandosi su isole troppo fredde per le colture tropicali, erano tornati alla caccia e alla raccolta. Erano pochi, non avevano ragione di costruire eserciti e avevano sviluppato una tradizione che limitava la violenza nei conflitti. Nel dicembre del 1835 circa novecento Maori armati sbarcarono da una nave europea. Venivano dalla Nuova Zelanda, dove i loro antenati comuni avevano trovato terre fertili, si erano moltiplicati e si erano organizzati per la guerra. I Moriori furono uccisi o ridotti in schiavitù.

Fotografia storica di un tronco con un intaglio moriori a forma di figura umana
Un intaglio moriori su un albero delle isole Chatham. È quasi tutto ciò che resta di un popolo che aveva scelto la pace. Fonte: Wikimedia Commons

In meno di mille anni di separazione, la stessa popolazione si era divisa in due società destinate a scontrarsi con esito scontato. Nessuna differenza genetica, nessuna differenza di intelligenza: solo isole diverse. È Cajamarca in miniatura, e prepara la tesi centrale del libro.

L’esperimento polinesiano in breve. Maori e Moriori avevano gli stessi antenati. I primi, su terre fertili, divennero agricoltori numerosi e organizzati per la guerra; i secondi, su isole fredde, tornarono a essere pochi cacciatori-raccoglitori. Quando si incontrarono nel 1835, l’ambiente aveva già deciso il risultato.

Perché l’agricoltura nacque solo in alcune regioni?

L’agricoltura nacque indipendentemente in poche regioni del mondo, come la Mezzaluna Fertile, la Cina e alcune zone delle Americhe, perché solo lì la natura offriva piante selvatiche facili da addomesticare. Dove queste specie mancavano, la produzione di cibo arrivò tardi o non arrivò, indipendentemente dall’ingegno delle popolazioni.

Circa diecimila anni fa, in alcune regioni del pianeta, gli esseri umani smisero di vivere solo di caccia e raccolta e cominciarono a coltivare e allevare. È la svolta da cui dipende tutto il resto, perché la produzione di cibo crea eccedenze, le eccedenze permettono di mantenere persone che non procurano cibo, e quelle persone diventano artigiani, soldati, sacerdoti, scribi e governanti. Senza eccedenze non ci sono stati, eserciti professionali, metallurgia o scrittura.

Cosa rendeva speciale la Mezzaluna Fertile?

La Mezzaluna Fertile, l’arco di terre che va dall’odierna Israele all’Iraq passando per la Siria e la Turchia meridionale, ospitava un insieme eccezionalmente ricco di piante selvatiche adatte alla coltivazione: due varietà di frumento, l’orzo, i piselli, le lenticchie, i ceci, il lino. Diamond le chiama le colture fondatrici. Erano piante che crescevano spontaneamente in abbondanza, producevano semi grandi e nutrienti e richiedevano poche modifiche per diventare coltivabili.

Mappa del Medio Oriente con la Mezzaluna Fertile evidenziata
La Mezzaluna Fertile, dove circa 11.000 anni fa nacque l’agricoltura. 92bari, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il punto decisivo è che la produzione di cibo nacque dove la natura offriva il materiale giusto, indipendentemente dall’ingegno di chi ci viveva. Le popolazioni della Nuova Guinea, per esempio, svilupparono un’agricoltura propria, ma con piante come la canna da zucchero e il taro, molto meno nutrienti dei cereali eurasiatici, e senza grandi animali da allevare.

Perché quasi tutti i grandi animali domestici vengono dall’Eurasia?

Diamond conta i grandi mammiferi erbivori che l’umanità è riuscita ad addomesticare nella storia: sono quattordici, e tredici di loro vengono dall’Eurasia. Le Americhe ne avevano solo uno, il lama con il suo parente alpaca; l’Africa subsahariana e l’Australia nessuno. Non perché gli africani non ci abbiano provato: la zebra, a prima vista un cugino del cavallo, si è rivelata impossibile da addomesticare per il suo carattere aggressivo e imprevedibile.

Per spiegare il fenomeno Diamond usa quello che chiama principio di Anna Karenina, dall’incipit del romanzo di Tolstoj: le famiglie felici si somigliano tutte, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Per essere addomesticato un animale deve soddisfare molte condizioni insieme: una dieta economica, una crescita rapida, la capacità di riprodursi in cattività, un carattere gestibile, la tendenza a non farsi prendere dal panico e una struttura sociale gerarchica che permetta all’uomo di prendere il posto del capo branco. Basta che ne manchi una, e la specie resta selvatica.

Perché la forma dei continenti ha deciso la velocità della storia?

La forma dei continenti ha deciso la velocità con cui si diffondevano coltivazioni, animali e invenzioni. L’Eurasia si estende soprattutto da est a ovest, quindi una coltura poteva spostarsi lungo la stessa fascia climatica. Americhe e Africa si sviluppano da nord a sud, e ogni spostamento attraversava climi diversi che rallentavano tutto.

È l’osservazione più elegante del libro. Se guardi un mappamondo, l’asse principale dell’Eurasia corre da est a ovest, mentre quello delle Americhe e dell’Africa corre da nord a sud. Sembra un dettaglio da cartografi, ma ha conseguenze enormi.

Come viaggiano le idee lungo la stessa latitudine?

Luoghi alla stessa latitudine condividono durata del giorno, stagioni e clima simili. Una coltura nata in Medio Oriente poteva quindi crescere senza grandi adattamenti in Grecia, in Persia, in India, fino in Cina. Le innovazioni, le piante e gli animali viaggiavano in fretta lungo questa fascia, e ogni società poteva adottare ciò che altre avevano inventato invece di reinventarlo da zero.

Nelle Americhe, invece, il mais domesticato in Messico impiegò migliaia di anni a diffondersi verso il Nord America, perché doveva adattarsi a climi e durate del giorno diverse. Gli altipiani messicani e le Ande non arrivarono mai a scambiarsi animali e colture come avvenne tra Mediterraneo e Cina, pur essendo separati da una distanza simile a quella tra la Grecia e la Persia.

Cosa succede a una società isolata?

Diamond racconta un caso estremo: la Tasmania. Quando, circa diecimila anni fa, l’innalzamento del mare separò l’isola dall’Australia, la piccola popolazione rimasta isolata smise di ricevere nuove tecnologie e ne perse alcune che possedeva, come certi strumenti d’osso e la pesca. Una società piccola e isolata non ha abbastanza persone per mantenere vive tutte le competenze, e quelle che si perdono non possono essere recuperate dai vicini. L’isolamento è una forma lenta di estinzione.

Il ruolo degli assi in breve. In Eurasia, sviluppata da est a ovest, colture e innovazioni viaggiavano lungo climi simili e si diffondevano in fretta. In Africa e nelle Americhe, sviluppate da nord a sud, dovevano attraversare climi diversi e si diffondevano lentamente. Le stesse idee, su assi diversi, viaggiano a velocità diverse.

Perché le malattie furono l’arma più letale?

Le malattie furono l’arma più letale perché gli eurasiatici, dopo millenni di convivenza con animali domestici e di vita in insediamenti densi, avevano sviluppato una parziale resistenza a vaiolo, morbillo e influenza. I popoli americani non le avevano mai incontrate, e le epidemie arrivate con gli europei ne uccisero una parte enorme prima di qualsiasi battaglia.

Illustrazione del Codice fiorentino con un guaritore azteco tra i malati di vaiolo
Un guaritore azteco assiste i malati di vaiolo nel Codice fiorentino (XVI secolo). Il virus arrivò prima degli eserciti e uccise più di loro. Fonte: Wikimedia Commons

La parte più scomoda del libro è questa: buona parte della conquista delle Americhe la fecero i germi, prima delle armi. Molte delle grandi malattie epidemiche della storia umana, come il morbillo, il vaiolo e l’influenza, hanno avuto origine da patogeni passati dagli animali domestici all’uomo. Le società eurasiatiche, che vivevano a stretto contatto con bovini, maiali e pollame e in villaggi e città sempre più densi, le avevano sperimentate per millenni.

Come si costruisce l’immunità di una popolazione?

Le epidemie colpivano duramente, ma ogni generazione che sopravviveva trasmetteva una parte di resistenza e conviveva con quelle malattie come con un nemico conosciuto. I popoli americani, isolati da questi patogeni, non avevano alcuna difesa. Quando arrivarono gli europei, le epidemie si diffusero spesso più velocemente degli stessi conquistatori, viaggiando lungo le vie commerciali.

Cosa c’entra il vaiolo con la cattura di Atahualpa?

Molto. Qualche anno prima dell’arrivo di Pizarro, un’epidemia di vaiolo, arrivata dalle colonie spagnole più a nord, uccise l’imperatore inca Huayna Capac e il suo erede designato. La sua morte aprì una guerra civile tra due figli, Atahualpa e Huáscar, che spaccò l’impero proprio nel momento in cui sarebbe servita la massima unità. Pizarro arrivò in un impero già ferito da un nemico invisibile, e seppe sfruttarlo.

Perché la scrittura e la tecnologia moltiplicarono il vantaggio?

La scrittura e la tecnologia moltiplicarono il vantaggio delle società con agricoltura antica e popolazioni numerose, perché permettevano di accumulare conoscenze, coordinare grandi stati e diffondere le innovazioni. La scrittura nacque indipendentemente pochissime volte nella storia, e quasi tutte le altre società la ricevettero per imitazione o adattamento.

Quante volte è stata inventata la scrittura?

Pochissime. Diamond indica con certezza due invenzioni indipendenti, in Mesopotamia, presso i Sumeri, intorno al 3200 avanti Cristo, e in Mesoamerica, qualche secolo prima di Cristo, e considera probabili quelle in Cina ed Egitto. Tutti gli altri sistemi di scrittura del mondo derivano da questi, copiati direttamente o adattati partendo dall’idea. È uno degli esempi più chiari di quanto la diffusione conti più dell’invenzione: una buona idea che viaggia vale più di cento idee che restano chiuse dove nascono.

Tavoletta di argilla con incisioni in scrittura cuneiforme
Una tavoletta in cuneiforme accadico. La scrittura è nata in modo indipendente pochissime volte nella storia. Fonte: Wikimedia Commons

È la necessità a generare le invenzioni?

Diamond ribalta il proverbio secondo cui la necessità aguzza l’ingegno. Molte invenzioni, sostiene, sono nate prima che qualcuno ne avesse bisogno, e solo dopo hanno trovato uno scopo: l’invenzione è spesso la madre della necessità. Thomas Edison, per esempio, immaginava il fonografo come strumento per registrare le ultime volontà dei moribondi o per dettare lettere, e ci vollero anni prima che diventasse il mezzo per ascoltare musica. Le società che adottano più facilmente le novità, per curiosità, competizione o apertura, accumulano vantaggi anche da invenzioni nate per altri scopi.

Perché la Mezzaluna Fertile perse il suo vantaggio?

La Mezzaluna Fertile perse il suo vantaggio perché il suo ambiente era fragile: secoli di deforestazione, pascolo intensivo e irrigazione portarono erosione e salinizzazione dei suoli. La regione che aveva inventato agricoltura, città e scrittura consumò le proprie basi, e il baricentro della potenza si spostò verso Grecia, Roma e l’Europa occidentale.

È la domanda che rende il libro onesto con sé stesso. Se il vantaggio di partenza contasse tutto, oggi l’Iraq e la Siria dovrebbero essere le regioni più ricche del mondo. Invece il primato passò altrove, e Diamond spiega perché: l’ambiente semiarido della Mezzaluna, con piogge scarse e suoli che si rigenerano lentamente, non poteva sostenere per millenni la pressione di società così dense. Le foreste furono abbattute per costruire e scaldare, le capre e le pecore impedirono la ricrescita, l’irrigazione depositò sale nei campi.

Una civiltà può vincere la prima metà della partita e perdere la seconda, se brucia le risorse che le hanno dato il vantaggio. È il tema che Diamond svilupperà nel libro successivo, Collasso, dedicato alle società che si sono distrutte consumando il proprio ambiente, dall’isola di Pasqua ai vichinghi di Groenlandia. Per chi legge pensando alla propria vita, la lezione è evidente: un vantaggio di partenza è una rendita che si esaurisce, se non viene difesa.

Perché proprio l’Europa e non la Cina?

L’Europa superò la Cina, a lungo più avanzata, anche perché era frammentata in molti stati in competizione. In Cina, unificata presto, una decisione presa al centro valeva per tutti, comprese quelle che fermavano l’innovazione. In Europa, se un sovrano rifiutava un’idea, l’inventore poteva cercare sostegno presso un altro.

È la domanda che Diamond affronta verso la fine del libro, ed è forse la parte più utile per chi vuole capire come nascono le innovazioni. Per secoli la Cina era stata più avanzata dell’Europa in molti campi: stampa, carta, bussola, polvere da sparo, metallurgia. Eppure furono le navi europee a raggiungere le Americhe e a circumnavigare il globo.

Cosa successe alle flotte cinesi del Quattrocento?

All’inizio del Quattrocento la Cina inviò flotte enormi, guidate dall’ammiraglio Zheng He, fino alle coste dell’Africa orientale. Erano spedizioni con centinaia di navi, alcune molto più grandi delle caravelle europee. Poi, negli anni Trenta del secolo, una lotta di potere alla corte imperiale portò alla fine delle spedizioni, e la Cina smise di costruire grandi flotte oceaniche. Una decisione presa al centro bastò a fermare tutto, perché in uno stato unificato non c’era un’altra corte a cui rivolgersi.

Modello in legno di una grande nave cinese a più alberi con vele rosse
Modello di una nave del tesoro di Zheng He. La flotta più grande del mondo fu abbandonata per una lotta di potere a corte. Fonte: Wikimedia Commons

Perché la frammentazione accelera?

L’Europa, frammentata da montagne, penisole e mari, restò divisa in molti stati in competizione per secoli. Cristoforo Colombo fu respinto da più sovrani prima di trovare in Spagna chi finanziasse il suo viaggio; se un re rifiutava un’idea, l’inventore poteva bussare alla porta di un altro. Troppa unità può spegnere le alternative, mentre una frammentazione moderata le tiene in vita. Diamond osserva anche che troppa frammentazione è un problema opposto, perché impedisce di raggiungere la scala necessaria: l’Europa ha avuto un vantaggio trovandosi nel mezzo.

Quali sono i limiti di Armi, acciaio e malattie?

Il limite principale è l’accusa di determinismo geografico: alcuni storici ritengono che Diamond sottovaluti il peso delle istituzioni, delle scelte politiche e delle culture nello spiegare perché certe società abbiano prosperato. Il libro spiega bene le differenze tra continenti, meno bene quelle tra paesi vicini con la stessa geografia.

Sarebbe incoerente presentare un libro come infallibile in un sito che si chiama Into the Why. La critica più frequente è quella di determinismo geografico: spiegare troppo con l’ambiente e troppo poco con le scelte umane. Economisti come Daron Acemoglu e James Robinson, in Perché le nazioni falliscono, sostengono che a fare la differenza tra paesi ricchi e poveri siano soprattutto le istituzioni, cioè le regole politiche ed economiche, e portano esempi di paesi con la stessa geografia e destini opposti, come le due Coree.

È una critica seria, e ha un merito: completa il quadro. La geografia di Diamond spiega bene il vantaggio di partenza di interi continenti su scala di millenni; le istituzioni spiegano meglio le divergenze tra paesi vicini su scala di secoli. Leggerli insieme è più utile che scegliere uno dei due.

Cosa insegna Armi, acciaio e malattie alla tua vita?

Insegna quattro lezioni: il terreno su cui operi pesa più del talento; le idee viaggiano veloci solo tra persone e luoghi connessi; le crisi superate lasciano difese che altri non hanno; e un ambiente con competizione e alternative spinge a migliorare più di uno comodo e chiuso.

Diamond scrive di civiltà, ma la sua logica funziona anche su scala individuale. Le stesse forze, risorse disponibili, connessioni, esposizione alle difficoltà e competizione, agiscono anche sulle persone. Ecco le quattro lezioni che il libro mi ha lasciato.

Perché il terreno pesa più del talento?

Due persone ugualmente capaci, in ambienti diversi, ottengono risultati molto diversi. Dove vivi, con chi lavori, cosa leggi, chi frequenti: sono le tue specie addomesticabili, le risorse su cui puoi costruire. Scegliere il terreno è la prima mossa strategica, e Sun Tzu lo aveva capito venticinque secoli fa, quando dedicava interi capitoli dell’Arte della guerra allo studio del terreno prima di qualsiasi battaglia. Chi combatte sul terreno sbagliato perde anche con l’esercito migliore.

Perché contano le connessioni?

Le idee viaggiano veloci tra persone che si parlano, come le colture lungo l’asse eurasiatico. Stare dove circolano le competenze che ti servono, nelle conversazioni, nei gruppi, nei luoghi giusti, accorcia anni di tentativi, perché puoi adottare ciò che altri hanno già scoperto invece di reinventarlo. La lezione opposta è quella della Tasmania: chi si isola smette di imparare e rischia di perdere ciò che sapeva.

Perché le crisi superate diventano difese?

Le popolazioni eurasiatiche pagarono un prezzo altissimo per sviluppare resistenza alle grandi epidemie. Anche le difficoltà che attraversi lasciano anticorpi che altri non hanno: chi ha già fallito un progetto, perso un lavoro o ricostruito qualcosa da zero affronta la crisi successiva con armi diverse da chi non ha mai sbagliato. È l’idea che Nassim Taleb chiama antifragilità: alcune cose si rafforzano proprio grazie agli urti.

Perché la competizione tiene svegli?

L’Europa divisa innovò più della Cina unita, perché nessuna decisione poteva fermare tutto e c’era sempre un’alternativa. Un ambiente senza sfide e senza alternative spegne. Cerca posti, persone e progetti in cui qualcuno ti costringe ad alzare il livello, e in cui una porta chiusa non è l’unica porta.

Domande frequenti su Armi, acciaio e malattie

Qual è la tesi principale di Armi, acciaio e malattie?

Le differenze nello sviluppo delle società umane dipendono dalle differenze geografiche tra i continenti, non da differenze biologiche tra i popoli. Disponibilità di piante e animali addomesticabili, orientamento dei continenti e diffusione delle epidemie spiegano perché le società eurasiatiche abbiano conquistato le altre.

Chi era Yali e quale domanda fece a Diamond?

Yali era un politico della Nuova Guinea che nel 1972 chiese a Diamond perché i bianchi avessero prodotto così tanti beni e i neoguineani così pochi. Il libro è il tentativo di rispondere a quella domanda senza ricorrere al razzismo.

Perché gli spagnoli sconfissero gli inca?

Per cause immediate come armi d’acciaio, cavalli, armi da fuoco e scrittura, e per un’epidemia di vaiolo che aveva già ucciso l’imperatore Huayna Capac e scatenato una guerra civile. A Cajamarca, nel 1532, Pizarro catturò Atahualpa con 168 uomini.

Cos’è il principio di Anna Karenina di Diamond?

È l’idea che un animale, per essere addomesticato, debba soddisfare molte condizioni insieme, dalla dieta al carattere, e che basti mancarne una per renderlo impossibile da addomesticare. Spiega perché solo quattordici grandi mammiferi sono stati domesticati, quasi tutti in Eurasia.

Armi, acciaio e malattie è un libro razzista o determinista?

Il libro è esplicitamente antirazzista: il suo scopo è proprio smontare le spiegazioni basate sulla presunta superiorità di alcuni popoli. Alcuni critici lo accusano invece di determinismo geografico, cioè di sottovalutare il ruolo delle istituzioni e delle scelte umane.

Quali libri leggere dopo Armi, acciaio e malattie?

Collasso dello stesso Diamond, sul declino delle società, Sapiens di Yuval Noah Harari, per una storia dell’umanità con un taglio diverso, e Perché le nazioni falliscono di Acemoglu e Robinson, per la tesi opposta sulle istituzioni.

Le quattro domande sul tuo terreno

All’inizio ti ho promesso di trasformare il libro in qualcosa che valga anche per una singola vita. Eccolo in quattro domande, che mi faccio su ogni ambiente in cui scelgo di stare.

Cosa posso coltivare qui? Risorse, persone e opportunità reali, le tue piante e i tuoi animali addomesticabili. Le idee qui viaggiano veloci? Oppure restano chiuse dove nascono, come in Tasmania? Cosa mi sta rendendo più resistente? Le crisi che attraverso oggi sono le difese di domani. Chi mi costringe a migliorare, e ho un’alternativa se una porta si chiude? È la lezione dell’Europa frammentata.

Diamond ha tolto alla storia l’alibi della superiorità innata, e il libro lascia un’idea scomoda e liberatoria insieme. Scomoda, perché ammette che una grande parte del destino dipende da condizioni che nessuno sceglie alla nascita. Liberatoria, perché il terreno di una vita, a differenza dei continenti, si può cambiare. Prendi un foglio stasera e rispondi alle quattro domande per il posto in cui passi la maggior parte delle tue giornate. Se le risposte non ti piacciono, sai da dove cominciare.

Buono studio e buona battaglia,
Luca

Saggi consigliati

Libri consigliati

  • Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond
  • L’arte della guerra di Sun Tzu
  • Giocati dal caso di Nassim Taleb
  • Nexus di Yuval Noah Harari
  • Perché le nazioni falliscono di Daron Acemoglu e James Robinson

Fonti

Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie (1997); Jared Diamond, Collasso (2005); Daron Acemoglu e James Robinson, Perché le nazioni falliscono (2012); Sun Tzu, L’arte della guerra.

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